Quella bambina che guardava il teatro

Da uno sguardo al palcoscenico: la mia vita con Scena Muta

TEATRO

Alisia Mariano

8/29/20263 min read

Il teatro è entrato nella mia vita quando ero bambina, quasi senza che me ne rendessi conto. E forse, ancora prima di salire su un palcoscenico, è iniziato proprio da uno sguardo.

Ricordo quando arrivai a Scena Muta da bambina e guardavo incantata le lezioni di teatro. Osservavo gli attori muoversi, parlare, interpretare personaggi, entrare in mondi diversi dal proprio. Non sapevo ancora dove mi avrebbe portato quella curiosità, ma qualcosa, dentro di me, mi diceva che quello era il mio mondo.

Quella bambina curiosa, che guardava gli altri recitare con gli occhi pieni di meraviglia, non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe diventata prima attrice e poi docente della stessa realtà che aveva imparato ad amare.

La mia storia con Scena Muta nasce proprio da lì. Da una curiosità che negli anni è diventata passione, dalla passione è diventata formazione e, infine, una vera scelta di vita.

Scena Muta ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso. È stata scuola, compagnia, palestra artistica e soprattutto una casa in cui poter crescere. Sono entrata come allieva con il desiderio di imparare, di conoscere il teatro e di mettermi alla prova. Poi è arrivata la possibilità di recitare negli spettacoli della compagnia, di vivere il palcoscenico, di confrontarmi con il pubblico e con la responsabilità che comporta essere un'attrice.

Ed è grazie a questo ambiente, alla fiducia ricevuta e alle opportunità che mi sono state offerte, che quella bambina che osservava gli adulti durante le lezioni ha potuto trasformare la propria curiosità in un percorso professionale.

Il mio cammino come attrice mi ha portato a vivere esperienze diverse e significative. Ho avuto il piacere di recitare in “Ugo” di Carla Vistarini, all’OFF/OFF Theatre di Roma, e di partecipare al Premio Cimitile. Ho inoltre avuto un’esperienza televisiva su Rai 1. Ho avuto la possibilità di incontrare artisti che hanno arricchito il mio bagaglio da attrice.

Il rapporto con la voce, con la parola e con la narrazione si è sviluppato anche attraverso la registrazione di libri per la sezione regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, un’esperienza alla quale tengo particolarmente perché mi ha permesso di mettere la mia voce al servizio degli altri e di trasformare la lettura in uno strumento di condivisione e accessibilità.

Ma il viaggio non si è fermato alla recitazione.

Con il tempo, sono diventata docente di Scena Muta. E forse è proprio questo il passaggio che racchiude meglio il senso di tutto il mio percorso.

Oggi mi trovo dall’altra parte della sala, davanti a ragazzi che, come me tanti anni fa, entrano in una lezione con curiosità, emozione, entusiasmo e magari anche qualche paura. E quando li guardo, inevitabilmente, penso a quella bambina che osservava incantata le lezioni degli adulti.

È come se un cerchio si fosse chiuso.

Essere docente a Scena Muta significa per me restituire qualcosa di quello che ho ricevuto. Significa accompagnare gli allievi nella scoperta del teatro, aiutarli a superare le proprie insicurezze, insegnare loro a utilizzare la voce, il corpo e le emozioni, ma soprattutto incoraggiarli a trovare la propria identità.

Perché il teatro non insegna soltanto a recitare. Insegna ad ascoltare, a osservare, a conoscere se stessi e gli altri. Insegna a cadere e a rialzarsi, a mettersi in gioco e ad avere il coraggio di mostrarsi per quello che si è.

E Scena Muta per me rappresenta tutto questo.

È il luogo dove è nata la mia curiosità, dove ho mosso i primi passi, dove sono cresciuta come attrice, dove ho vissuto il palcoscenico e dove oggi ho la possibilità di trasmettere ad altri la mia esperienza.

Non posso separare il mio percorso artistico da quello umano vissuto all’interno di questa scuola. Scena Muta e Ivan Raganato hanno creduto in me, mi hanno sostenuta e mi hanno dato la possibilità di crescere, sperimentare e trasformare una passione nata da bambina in una professione e in una responsabilità educativa.

Ripensando a quella bambina che osservava in silenzio le lezioni degli adulti, mi piace pensare che la curiosità sia stata il primo passo di tutto.

Non sapevo dove mi avrebbe portata.

Sapevo soltanto che volevo guardare ancora, imparare, provare.

E quella curiosità mi ha accompagnata fino ad oggi.

Da spettatrice incantata a bambina curiosa, da allieva ad attrice, fino a diventare docente: il teatro ha attraversato tutta la mia vita. E in ogni fase di questo viaggio, Scena Muta è rimasta un punto fermo.

E grazie a Scena Muta, quel sogno non è rimasto soltanto uno sguardo incantato di bambina: è diventato la mia strada.